#161 – Il termoscanner

#161 – Il termoscanner

 
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Non è una pistola, non emette raggi fotonici ultragalattici, non è doloroso, ma misura solo la temperatura corporea senza contatto in breve tempo. Smettiamola di credere alla fandonie che girano per la rete e i social

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Ciao a tutti e bentornati all’ascolto di Pillole di Bit, questa è la puntata 161 e io sono, come sempre, Francesco.

Ormai è prassi, dovete entrare da qualche parte, vi tirate su la mascherina, anzi, dovreste già averla su che copre bocca e naso, vi avvicinate, vi fermate, qualcuno vi punta un oggetto sulla fronte, pochi secondi e, se non avete una temperatura superiore ai 37,5 gradi centigradi, vi fa accedere al posto dove volevate entrare. Fino a quando si potrà entrare da qualche parte, per come stanno andando le cose.
Ora, in questo mondo pusillanime dove la gente si diverte a sparare la fesserie più immonde per i motivi più disparati, ne ho sentite di ogni colore, persino che il gesto di farvi puntare il termometro sulla fronte serve per farvi abituare a quando vi punteranno una pistola.
Ok, inutile dire che sono tutte fregnacce.
Anche il fatto che vi sparano raggi ipergalattici che vi modificano il cervello per farvi pensare quello che vogliono loro.
Potessero, ve lo assicuro, installerebbero un po’ di intelligenza in più in tutti quelli che si rifiutano di farsela misurare per queste motivazioni idiote.
Il termometro che viene usato per misurare la temperatura corporea all’ingresso di ogni locale, detto anche termoscanner, funziona in un modo completamente diverso da quello che vi raccontano in giro sui social.
Ascoltate Pillole di Bit, non leggete le fesserie che girano su facebook, anzi passate il link delle puntate ai parenti che vi inoltrano le bufale come se fossero vere e fate ascoltare loro questo podcast.
Ok, dai la smetto di fare il debunker, non ho la stoffa, e torno a parlare di tecnologia.
Tutti noi, esseri umani, abbiamo una temperatura corporea che di norma oscilla intorno ai 37 gradi centigradi, se è più alta, di solito, è sintomo di un malessere, quindi si dice che abbiamo la febbre.
Per noi maschi, di solito, oltre i 37,5, è segno che siamo a un passo dalla morte. 
Uno dei sintomi del COVID è avere la febbre, per questo, per limitare i contagi, se si ha la febbre si deve stare a casa a scopo precauzionale.
Per misurare la temperatura di un corpo, si possono usare tecnologie diverse. La prima è quella che tutti conosciamo, fin da quando siamo piccoli, ci si infila un termometro con del mercurio sotto l’ascella per cinque minuti, il mercurio, con il salire della temperatura si espande in volume e sale lungo l’asticella, si legge poi la temperatura lungo l’asticella in base a quanto è salito.
Il problema è che il mercurio è tossico, quindi dal 2009 i termometri a mercurio sono diventati fuorilegge e si è sostituito con un altro materiale, il galinstan.
Ma la tecnologia corre e l’elettronica pure, quindi il sensore, sempre a contatto, è diventato elettronico, e sono nati i termometri con il display, pochi secondi sotto l’ascella e via, ecco la temperatura facile da leggere su un display.
Io uso un sensore di questo tipo, a immersione, per misurare la temperatura dell’acqua nell’acquario.
Adesso voi però immaginate la coda per entrare in un supermercato, decine e decine di persone con un termometro da passarsi sotto l’ascella. La cosa fa un po’ schifo oltre ad essere mortalmente lenta.
C’è una tecnologia diversa che sfrutta una caratteristica del nostro corpo che è ben descritta dalla fisica.
Io non sono un fisico e ve la racconto all’acqua di rose.
Avete presente il vecchissimo film Predator? 
Era il 1987.
L’alieno che arriva dallo spazio e che vede i suoi avversari non nello spettro visibile, ma nello spettro dell’infrarosso.
Ecco, il nostro corpo, in quanto caldo, emette dell’energia, questa energia, può essere vista, non dai nostri occhi, ma la si vede con dei sensori che rilevano le emissioni infrarosse. Credo che l’abbiate visto in qualche decina di film di spionaggio o di guerra.
Tutti quei corpi che nell’oscurità emettono una luce in varie tonalità di rosso, ecco, quelle rappresentano, in modo scenico, l’emissione dell’infrarosso, che il nostro occhio non vede, ma un sensore appositamente progettato sì.
Più siamo caldi, più emettiamo energia nell’infrarosso.
Il termoscanner, quindi, cosa fa?
Una volta puntato sulla fronte, una zona abbastanza ampia e ben rappresentativa della nostra temperatura, vede quanta radiazione infrarossa emettiamo, la misura e la traduce in una temperatura.
Nessun contatto, lettura molto rapida, problemi risolti alle lunghe file all’ingresso dei supermercati o grandi spazi chiusi.
Il termoscanner non emette alcuna fonte di energia, legge solo quel che arriva sul suo sensore. Chi emette energia siamo noi, con il nostro corpo.
In un certo senso, quel che si diceva in Matrix, che le macchine usavano l’energia del corpo degli uomini per poter funzionare, non era sbagliata.
Un’altra applicazione molto comune dello stesso tipo di sensore, molto meno preciso, è negli antifurti, il sensore che rileva il movimento, non fa altro che rilevare un corpo caldo all’interno di una stanza. Sfrutta quindi lo stesso principio.
Uno di questi sensori, se riusciste a schermare completamente il calore del vostro corpo, rendendolo pari alla temperatura della stanza o se riusciste ad alzare la temperatura della stanza alla vostra temperatura corporea, non funzionerebbe correttamente.
Quindi nessun raggio del male e nessun condizionamento di armi alla fronte, semplicemente è il sistema migliore per misurare la temperatura senza contatti e con una velocità più elevata tra una persona e un’altra.
Ah, no, misurarla sul polso non è una buona idea, è una zona più fredda della fronte e quindi se qualcuno ha la febbre e potrebbe quindi essere contagioso passerebbe come sano, cosa assolutamente non accettabile.

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Il tip

Vi è mai capitato di avere un contatto ossidato a causa di una batteria che ha perso il suo contenuto oppure di avere una SIM di un telefono o una memorietta che non fa più bene contatto e non sapete come pulirli? 
Neanche io lo sapevo fino a qualche tempo fa quando mi sono accorto che il telecomando della mia TV non dava segni di vita a causa della batteria che aveva perso il suo contenuto.
Ho chiesto a Davide Gatti, conduttore del podcast Survival hacking, che vi consiglio di ascoltare, e lui mi ha fatto conoscere uno strumento di cui ignoravo l’esistenza.
Avete presente quelle penne che se ruotate su se stesse fanno uscire la gomma da cancellare? Esiste una cosa simile che fa uscire una specie di spazzola con le setole in fibra di vetro.
Queste setole puliscono alla perfezione qualsiasi contatto ossidato, senza sporcare nulla con liquidi e senza rovinarli.
Costa meno di 10€ e la trovate su amazon, il link sponsorizzato lo trovate come al solito nelle note dell’episodio
Grazie Davide!

Bene è proprio tutto, non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento alla prossima puntata,come al solito il lunedì mattina.

Ciao!