#121 – Il Linux Day

Pillole di Bit
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#121 - Il Linux Day
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Sabato 26 Ottobre 2019 è Linux Day, ci sono eventi in tutta Italia per far conoscere questo sistema operativo e il movimento del Software Libero.
Partecipare, anche se non si è nerd fino al midollo, potrebbe essere interessante, si scoprono cose nuove e si allargano gli orizzonti.

Come da qualche anno a questa parte, a Torino terrò un mio talk, al Toolbox, tutte le informazioni sul sito dell’evento.

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Ciao a tutti e bentornati all’ascolto di Pillole di Bit, questa è la puntata 121 e io sono, come sempre, Francesco.

Segnate sul calendario questa data: sabato 26 ottobre 2019.
Per te che stai ascoltando il podcast molto tempo dopo la sua uscita, pazienza, se ti interessa parteciperai il prossimo anno.
Che succede sabato 26 ottobre?
E’ il Linux Day, una di quelle giornate come la giornata mondiale del bacio, della caciotta o della patata al cartoccio.
Ma un po’ più tecnologica, anche per chi tecnologico non è.
Come di consueto, visto che questo podcast è dedicato a chi non è tecnico, ma vorrebbe saperne un po’ di più, parto alla lontana.
Fin dall’inizio dei tempi dell’informatica è stato subito chiaro che per far funzionare quelle cose chiamati calcolatori elettronici prima e computer poi, servisse qualcosa di generico su cui far girare i programmi.
Quel qualcosa di generico è il sistema operativo.
Il sistema operativo, tra i vari strati logici dei quali è composto un sistema, è uno di quelli che sta più in basso.
Il primo strato è l’hardware, di cui stiamo parlando nella mini serie dedicata alla struttura dei calcolatori, il terzo strato è il sistema operativo.
Al secondo ci arrivo dopo.
Il sistema operativo è un enorme pezzo di codice che permette alle applicazioni che girano su di esso di funzionare correttamente.
Lo sto semplificando parecchio, eh?
Il sistema operativo decide a chi assegnare la tal porzione di memoria, a chi dedicare i prossimi 400 cicli di clock in uno dei core della CPU, se destinarlo a Word, a Chrome o al processo di stampa.
Decide anche lui, a sui insindacabile giudizio, quali segmenti di memoria RAM devono essere messi nell’area di swap sul disco.
Permette di ricevere i segnali dalla tastiera e visualizzarli all’interno del programma in uso
Crea e aggiorna ad altissima velocità tutta l’interfaccia grafica.
Fa altre cose, tantissime, e tutte in modo che all’utente sembri di fare mille cose insieme, mentre lui una alla volta, un po’ a testa, fa funzionare tutto.
Questo perché, è bene che lo sappiate, un computer non fa mille cose contemporaneamente, ma ne fa un po’ per volta, in modo talmente veloce che all’utente appaiono come fatte in contemporanea.
Il secondo strato, di cui parlavo prima, è quello dei drivers.
Ogni produttore di hardware fa un suo software che si mette in mezzo tra il sistema operativo e la scheda elettronica, in modo che il sistema ci possa parlare in modo corretto e coerente.

Una piccola nota: spesso la colpa dell’instabilità di un sistema operativo non è colpa del sistema operativo stesso, ma di chi scrive male i driver e quindi rovina le comunicazioni tra hardware e sistema. Per questo, generalmente, i sistemi dove un solo produttore sviluppa hardware, drivers e sistema operativo sono più stabili degli altri.

I sistemi operativi più conosciuti in questi anni si contano sulle dita di una mano:
Windows
Linux
MacOS
iOS
Android

Nel mondo degli addetti ai lavori ci sono altre decine di sistemi operativi, ve ne elenco qui alcuni, in una lista assolutamente non esaustiva
Chrome, quello dei Chromebook
Unix, da cui è derivato Linux e un altro mondo di sistemi operativi
OS400, quello per i sistemi AS400 di IBM
Solaris di SUN, adesso Oracle
Cisco IOS, per i router e switch di Cisco, si chiama nello stesso modo di quello dell’iPhone.

Adesso arriviamo al Linux Day, finalmente.
Come detto poco fa, Linux è uno dei sistemi operativi più in uso al momento e ha una caratteristica che lo differenzia in modo specifico da tutti gli altri sistemi.
Linux è Open Source, è Software libero, ma non come come Dobby è un elfo libero.
Scusate.
Cosa vuol dire che è software libero?
Partiamo da un esempio di software non libero.
Windows, che troviamo su quasi tutti i PC in vendita nella grande distribuzione, non è software libero.
Lo comprate o lo trovate già nel PC, quindi lo avete comprato con il PC, lo usate come vi pare e piace, ma non potete andare a vedere come è fatto dentro.
Tutto lo sviluppo è protetto e nessuno vi dirà mai cosa fa lui quando voi, per esempio gli chiedete di scrivere il carattere H a video premendo il relativo tasto.
Lo accettate così com’è.
Se c’è un errore di programmazione al suo interno, l’unica cosa da fare è aspettare che microsoft, l’azienda che lo sviluppa e lo vende, ci faccia una correzione.

Cosa cambia con Linux?
Per l’utente normale cambia l’interfaccia grafica, ne parleremo meglio dopo, la modalità di utilizzo e poco altro. Ah, sì, non si deve comprare, si scarica e si installa.
Per chi ne sa un po’ di più cambia tantissimo. Tutto il codice sorgente di Linux è liberamente disponibile al pubblico.
Chi conosce la programmazione può andare a scartabellare i milioni di righe di codice per vedere come funziona all’interno. E se è bravo abbastanza può modificarne una parte per migliorare il software e rendere la modifica disponibile a tutta la comunità.
Ok, ma ai fini pratici?
Ai fini pratici i vantaggi sono essenzialmente due.

Il primo è che essendo tutto il codice pubblico è impossibile che qualcuno inserisca del codice malevolo, verrebbe scoperto da chi ci lavora e avrebbe vita breve.
Un esempio pratico e banale.
Se io mi metto lì e sviluppo un pezzo del sistema che prende tutti i tasti digitati sulla tastiera e li invia su un mio server, qualcun altro nella comunità se ne accorgerà e toglierà questo pezzo di codice, prendendo anche provvedimenti contro di me, ovviamente.
Se microsoft facesse questo nessuno se ne accorgerebbe tranne cercando di fare reverse engineering del traffico che esce dal PC e va verso determinati server, è molto più difficile.

Il secondo è una questione di sicurezza.
Come già detto più volte in questo podcast i software sono complessi e tutti i software complessi hanno dei bachi, degli errori e dei problemi. Anche Linux non è esente da questo.
A differenza di microsoft, chi gestisce il codice sorgente sono delle grosse community.
Se esce un bug di Windows si devono aspettare i tempi di Microsoft per avere la correzione. A volte è successo che microsoft ci mettesse anche dei mesi.
Se il codice è aperto e si scopre un bug, sicuramente qualcuno della community ci lavora di notte e lo sistema, e se non lo fa lui lo potrà fare qualcun altro e così via.

Ma quindi Linux è meglio di tutti gli altri?

Qui si potrebbe prendere una deriva che odio visceralmente, quella della guerra tra i sistemi operativi. Non procederò quindi su questa linea.
Io uso tutti i sistemi indifferentemente e scelgo, quando posso, quello che mi è più funzionale per l’attività che sto facendo.
In ambito desktop nessuno dei tre è il male assoluto e nessuno dei tre è il bene assoluto. 
Hanno tutti pregi e difetti, per questo non tollero chi dice che questo o quel sistema operativo è una merda o è quello perfetto.

Torniamo a parlare di Linux.
Una delle domande che ricorre più facilmente è “ma come è possibile che c’è gente che ci lavora e lui si può scaricare gratis? come fanno a fare i soldi?”
La risposta è piuttosto banale.
Anche i fili elettrici dell’impianto di casa sono liberi, puoi aprire la cassetta e lavorarci. Però magari fai saltare tutto e incendi casa oppure rischi di morire perché prendi la corrente.
Quindi chi lavora su Linux porta a casa lo stipendio facendo assistenza.
Alcune distribuzioni, tranquilli parleremo anche di questo più tardi, che sono per uso aziendale non hanno una licenza di acquisto, ma un canone annuale, che dà diritto agli aggiornamenti e al supporto in caso di problemi.

Ma cos’ha di così bello Linux?

Come detto prima, a mio parare Linux non è il migliore sistema operativo sulla terra, ma ha alcune caratteristiche che lo rendono migliore in alcuni ambiti.
Linux, che è derivato da Unix, è talmente versatile che a partire da lui, Linux, adesso abbiamo un sacco di sistemi che non sappiamo neanche essere derivati di questo sistema.
Android è derivato da Linux, ad esempio. C’è molto più Linux nel modo di quanto si possa credere.
Alcuni tipi di server sono Linux perché in alcuni tipi di servizi va molto meglio di Windows.
Alcuni router, al loro interno hanno versioni ritagliate di Linux, specifiche per fare e gestire traffico di dati.

Linux ha un’altra caratteristica che lo differenzia profondamente da Windows e da MacOS. Le distribuzioni.
Visto che il codice sorgente è libero, ci sono stati più gruppi, o, meglio, community, che lo hanno preso e ci hanno sviluppato la loro interpretazione. Da qui sono nate decine e decine di distribuzioni, dalle quali ci sono le derivate e le derivate delle derivate. Un vero casino, in effetti.
Nelle note dell’episodio vi lascio un’immagine che fa vedere un grafico molto dettagliato di tutte le distribuzioni e le relative derivate.
Le derivate più comuni sono Suse, RedHat e Debian.
Per i puristi ci sono Gentoo e Slackware
A mio parere una delle più semplici dalla quale iniziare è Debian, che ha altre derivate, come la famosissima Ubuntu, che di suo ha altre derivate a seconda dell’interfaccia grafica.
Già, su Linux si può scegliere di avere interfacce grafiche differenti, ma talmente differenti che sono dei veri software che si appoggiano al sistema operativo nudo, che ha solo la riga di comando.
Le più famose che si sentono nominare sono KDE, Gnome, Unity, XFCE
Ognuna ha le sue caratteristiche, che se mi metto ad elencarle questa puntata finisce tra tre giorni.
Avete scoperto qual è il primo, enorme, problema per chi vuole approcciare a questo sistema operativo per la prima volta.
Che distribuzione scelgo
Che desktop Environment scelgo?

Il secondo è subito: ma come lo metto senza fare danni ai miei dati e senza perdere la possibilità di usare il mio PC come facevo prima?

Adesso arriviamo alla vera domanda, l’unica domanda che ti devi porre alla fine di questa puntata. Non sarà la domanda sulla vita l’universo e tutto quanto, ma un pochino si avvicina. E la riposta non è 42.
 
Perché dovrei andare a cercarmi rogne e provare questo Linux di cui parli da inizio puntata?

Farò di più, vi fornisco tre motivi perché sarebbe da provare e tre per i quali magari è meglio che si lasci perdere.
Per chiarire, sono i motivi che io penso, su questa cosa

Dovresti provare Linux perché…
Sei una persona curiosa e hai voglia di provare cose al di fuori della tua comfort zone
Sei uno sviluppatore e vuoi provare tutti i milioni di tool di sviluppo che Linux mette a disposizione, è una cosa pazzesca, sono tantissimi
Hai un vecchio PC con XP o Win 7 e lo vuoi cambiare, ma non ti va di comprare un PC nuovo. Linux funziona alla perfezione anche su PC vecchi. E ricorda, se hai XP o Windows 7, tu il sistema operativo lo vuoi cambiare, anche se pensi di non volerlo. Spero di essermi spiegato

Non dovresti provare Linux Perché…
non hai tempo di metterti lì ad imparare una cosa nuova, hai poco tempo e il PC che hai ti va molto bene
lavori in ambito grafico o di montaggio video. Spiace dirlo, ma Linux sta un gradino più in basso. Non c’è Photoshop, e Gimp non è all’altezza, non c’è Premiere o Final Cut Pro X
Vuoi un computer senza pensieri, che sai sempre che parte, non si ferma mai e non ci sarà bisogno di mettere mano per sistemarlo ogni tanto. Linux è un po’ così, per certi versi è più orientato agli smanettoni

Quindi ora parliamo del Linux Day. Il 26 ottobre 2019 in tutta Italia ci saranno eventi divulgativi per chi è smanettone, per chi non lo è e per chi è semplicemente curioso.
Ci sona talk, prove sul campo e un sacco di altre belle attività.
La più bella di tutte è il LIP: Linux Installation Party
Si fa il backup dei propri dati a casa e ci si assicura che il backup sia funzionante
Si porta il PC al Linux Day e si chiede l’installazione di Linux in parallelo al proprio sistema operativo, nel senso che all’accensione del PC questo chiederà “parto con Linux o con Windows?”.
A questo punto si può provare a testare con mano se questo sistema operativo fa per noi.

Io sarò al Linux Day di Torino, che si tiene dalle 14 alle 18 presso il Toolbox, in via Egeo, zona ospedale Mauriziano.

Terrò un talk, se tutto è confermato, alle 17 e parlerò di una cosa che con linux c’entra poco, ma è nella sezione miscellanea, quindi una deriva, sempre tecnologica, rispetto al sistema operativo.

Gli altri talk, che potrete vedere sul sito linuxdaytorino.org spaziano dall’introduzione per chi non ne sa proprio nulla fino a cose più approfondite come il riconoscimento vocale o la creazione di un cloud personale alternativo a Dropbox o Google Drive.

Vi aspetto lì! E se non siete di Torino andate sul sito linuxday.it per vedere qual è l’evento più vicino a casa vostra.

Un’ultima nota. Il vero nome di Linux è in realtà GNU/Linux, dove GNU sta PER GNU is Not Unix, questi nerd amano la ricorsione.

Perché non è Unix? Perché Unix non è Software Libero, Linux invece sì.

I contatti
Vi ricordo, come sempre, che trovate tutte le informazioni e i contatti relativi a questo podcast sul sito pillole di bit con il punto prima dell’IT.
C’è l’intero script della puntata da rileggere e i link utili in modo che possiate usufruirne in maniera comoda. 
Potete contattarmi in un sacco di modi diversi:
l’account twitter @pilloledibit
la mail [email protected]
il gruppo telegram www.pilloledib.it/telegram    
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Ringrazio tantissimo chi sta partecipando, chi ha partecipato e chi parteciperà.

Si può ascoltare il podcast in live mentre lo sto registrando, normalmente la domenica sera alle 21:30, al termine della puntata chi c’è può fare domande e se lo so, rispondo.
La diretta è su Discord o su Spreaker, o, più semplicemente nella home del sito pilloledib.it.

Registro altri due podcast, Geekcookies e A Torino, se vi va potete fare un salto anche lì.

Il tip
Oggi mi sono dilungato un po’ troppo, direi che il tip salta alla prossima puntata.

Bene è proprio tutto, non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento alla prossima puntata.

Ciao!