Episodio 120 – Usare Telegram

Episodio 120 – Usare Telegram

 
 
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Uso Telegram per un sacco di cose, soprattutto per gestire il gruppo del podcast, mi è arrivata più di una richiesta su come usare al meglio questo programma. la puntata di oggi è dedicata alla scoperta di telegram e delle sue funzioni più utili.

Pillole di Bit è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi contribuire alla realizzazione puoi usare Paypal, Satispay, Patreon e il vecchio IBAN (contattami per chiedermelo).
Se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme:
Telegram (un gruppo dove discutere degli argomenti del podcast)
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Realizzo altri due podcast, provate a dar loro una chance: GeekCookies e A Torino


Ciao a tutti e bentornati all’ascolto di Pillole di Bit, questa è la puntata 120 e io sono, come sempre, Francesco.

Come già detto in ogni singola puntata, uso un gruppo telegram per chiacchierare con gli ascoltatori del podcast e dal quale ho estratto un po’ di idee per alcune puntate e altri spunti interessanti.
Siamo circa in 140 e a volte tenere le fila del gruppo è un po’ macchinoso.
Questa puntata è dedicata a chi usa Telegram e a volte è un po’ in difficoltà o non conosce alcune funzioni davvero interessanti.
Prendetela come una enorme sezione tip della settimana, ecco.
Innanzitutto per avere Telegram dovete avere un numero di cellulare perché la prima conferma di autenticazione vi arriva via SMS. Lasciate perdere tutte le app che forniscono numeri di cellulari gratis, nessuna di queste permette di attivare servizi via SMS, a meno che non sia un servizio a pagamento.
Il numero di cellulare vi servirà nel caso in cui dobbiate dare nuovamente accesso senza avere almeno una sessione aperta da qualche altra parte.
Esatto, Telegram si può installare su più dispositivi diversi e si possono inviare e ricevere messaggi da tutti i dispositivi, tenendoli sincronizzati.
C’è un client praticamente per ogni piattaforma, quasi nessuna esclusa.
Il prezzo di questa comodità è uno: le chat non sono crittografate end to end come Whatsapp, ma risiedono in chiaro sui server di Telegram.
Si possono fare le chat crittografate, Telegram le chiama chat segrete se aprite i dettagli di un vostro contatto, ma queste saranno su un solo dispositivo, se no la parte di crittografia non può funzionare. Tralascio la spiegazione della crittografia end to end che è fuori tema in questa puntata e ne ho già parlato nella puntata 83.

Telegram è un sistema di messaggistica, come Whatsapp, con alcune differenze, tecniche ed etiche.
Per esempio potete creare il nick tipo Twitter con la chiocciola davanti e fornire solo quello alle altre persone, così non avrete condiviso il numero di cellulare con chiunque. Attenzione che il fatto di non condividere il numero di telefono deve essere impostato nelle opzioni della privacy.

Ovviamente si possono mandare messaggi di testo e immagini, ma anche messaggi audio o video.
Io non li tollero, ma la piattaforma lo permette e a moltissimi piace.
Si possono ascoltare i messaggi audio tenendo il telefono come durante una normale conversazione telefonica, senza tenere il telefono di taglio sull’orecchio.
Si possono anche registrare i messaggi vocali tenendo il telefono come in una normale conversazione telefonica.
Se ascoltate un vocale e dopo la sua fine aspettate circa 4-5 secondi sentirete in suono, da qual momento potrete registrare a vostra volta il vocale di risposta senza dover staccare il telefono dall’orecchio e senza dover premere tasti. Comodo, no?

Si può correggere un messaggio di testo già inviato, sul telefono tenendo premuto sul messaggio e scegliendo la relativa opzione, sul computer con il tasto destro.
Si possono inoltrare i messaggi tra chat diverse, ma non partendo da una chat segrete; se il messaggio viene inoltrato a Messaggi Salvati ve lo ritroverete come appunto nella sezione relativa del vostro account. Per me questa è una figata pazzesca.

Telegram supporta i gruppi, come quello di questo podcast, alcuni hanno un link pubblico altri un link nascosto, essenzialmente la scelta è in mano all’amministratore, il link nascosto si fa per gruppi privati, visto che non sono indicizzati e per problemi di spam, gli spammer nei gruppi telegram sono un disastro.
Ma per fortuna c’è la possibilità per gli amministratori di segnalare un utente come spam e cancellare tutti i suoi messaggi in un colpo solo.
I gruppi, quando sono molto corposi, possono creare una quantità di messaggi e notifiche non indifferenti. Ci sono alcuni modi per tenerli a bada senza farsi rovinare la vita.
Il gruppo, come la chat singola, può essere messo in mute, non si riceveranno notifiche di ogni singolo messaggio. In questo modo lo si apre e si può leggere a partire dall’ultimo messaggio letto. La cosa bellissima è che l’ultimo messaggio letto viene sincronizzato tra i vari dispositivi.
Per andare subito al fondo si può tappare sull’icona in basso a destra con il numero dei messaggi da leggere.
Nelle conversazioni si può citare un messaggio, con la funzione Rispondi.
Cliccando o toccando il messaggio al quale si è data risposta si torna su all’originale, in questo modo si può andare indietro nelle conversazioni.
Per tornare giù, al messaggio che citava, basta cliccare sul pulsante con la “V” in basso a destra.
Quando qualcuno risponde ad un mio messaggio, anche se il gruppo è in mute, arriva la notifica.
Per inserire qualcuno in una conversazione lo si può citare, con la chiocciola, si apre un autocomposer che aiuta a selezionare l’utente giusto. Anche in questo caso la persona citata riceverà la notifica anche se il gruppo è in mute.
Io sono un po’ paranoico con le notifiche, se ne vedo una ho un maledetto tarlo che mi impone di controllarla, pena lo stare male fisicamente.
Telegram ha pensato anche a questo.
Le chat possono essere archiviate e l’archivio può essere nascosto, quest’ultima cosa solo sul telefono.
Niente notifiche, niente pallini.
Per archiviare le chat sul telefono si fa swipe a sinistra, idem per archiviare l’archivio.
Quando voglio vedere l’archivio con le notifiche tiro verso il basso le chat non archiviate e compaiono quelle in archivio.
Se qualcuno mi cita in una chat archiviata però esce la notifica e la chat torna tra quelle non archiviate.
Le chat balzano in alto normalmente all’ultimo messaggio ricevuto.
Alcune chat possono essere bloccate in alto in modo tale che non vadano mai verso il fondo. Io lo faccio ad esempio con quella del mio antifurto. Anche se non lo uso per un po’ lui è sempre lì in cima e quando devo attivarlo non devo andare a cercarlo.
La ricerca tra le chat, i gruppi e gli utenti è potentissima, usatela.
Si possono usare gli hashtag per cercare meglio i messaggi quando vi torneranno utili, un po’ come su twitter.
La comunicazione ormai è molto più visuale che scritta, quindi si possono mettere gli adesivi, che partono dalle faccine oppure le gif, per inserirle basta citare il bot gif scrivendo chiocchiola gif e poi mettere il termine di ricerca.
Altre cose comode che si possono fare nei gruppi è creare sondaggi tra i partecipanti o fissare un messaggio in alto, inviando una notifica a tutti gli iscritti in un colpo solo. La rimozione del messaggio fissato non avvisa invece nessuno.
Se siete amministratori dei gruppi le cose che si possono fare iniziano ad essere divertenti.
Alla creazione si un gruppo o, meglio, di un supergruppo, che ha molte più funzionalità, potete definire molte cose che gli iscritti possono o non possono fare. Quasi ai limiti della pazzia.
Ci sono 8 funzioni che vanno attivate o meno per rendere il gruppo più gestibile, ve le elenco perché secondo me sono tutte interessanti:
Inviare messaggi: volendo si può bloccare anche la funzionalità di base
Inviare media, al bando video, vocali e simili
Inviare stickers e GIF, se si vuol tenere il gruppo un po’ decoroso
inviare link con anteprima, questa è più una questione di sicurezza
Inviare sondaggi: io preferisco bloccare questa cosa per evitare il proliferare
Aggiungere membri: si può decidere se gli utenti possono invitare gli amici
Fissare messaggi: questa, a mio parere è una cosa da amministratori
Cambiare le informazioni del gruppo: idem come detto prima, solo da amministratore, a mio parere
C’è una cosa in più che io trovo fenomenale e che blocca le persone che inviano un messaggio con ogni parola di una frase invece di inviare solo alla fine di aver scritto l’intera frase. Si può mettere un limite di tempo per l’invio dei messaggi. Se imposto 30 secondi, ogni utente sarà abilitato a mandare un messaggio ogni 30 secondi. Si chiama, appunto, modalità lenta.
Ovviamente, per farsi dare una mano nella gestione è possibile assegnare ed eventualmente rimuovere, il ruolo di amministratore ad altre persone.
Il fondatore del gruppo può cedere questo ruolo e nessuno glielo può togliere. 

Oltre ai gruppi ci sono i canali.
Un canale, a differenza del gruppo, dove tutti possono partecipare, con più o meno diritti, in base a cosa decide l’amministratore, è una specie di megafono. Gli utenti si iscrivono e ricevono delle notizie.
Un esempio è quello che ha GTT, il gestore dei mezzi pubblici a Torino, dove comunica le variazioni di servizio in tempo reale.
Ci sono le informazioni, ma è inutile e quindi tecnicamente impossibile, rispondere.

Da qualche tempo è possibile inviare i messaggi in modo che non attivino la notifica al destinatario oppure pianificarli, si fa facendo tasto destro sul pulsante di invio o tenendolo schiacciato sul telefono.

Telegram è una piattaforma di comunicazione molto avanti, ci sono i BOT, che non sono altro che utenti delle chat non umani, ma gestite da un software. I bot si possono cercare dal sito di telegram e ce ne sono di tutti i gusti.
Ad esempio io ne uso due che sono imprescindibili:
Quello con i passaggi in tempo reale dei mezzi pubblici alla fermata del bus e quello che dato il numero di tracking di una spedizione ti avvisa man mano che la stessa si avvicina a casa del destinatario.
Ce ne sono davvero di ogni tipo, ci sono anche giochi di ruolo ai quali ci si iscrive per giocare tramite telegram.
Per chi è più smanettone, un bot può essere programmato in modo abbastanza semplice, il mio sistema di antifurto si basa su un bot e funziona alla grande da più di 5 anni. Se vi interessa come è fatto potete andare a vedere tutte le imformazioni sul sito ladomoticafidame.it
Si possono avere più account Telegram sullo stesso dispositivo, a patto di avere un numero di telefono per ogni account, non se ne possono creare due sullo stesso numero.
L’applicazione di iOS e Android lo gestisce nativamente, anche quella di MacOS, per Windows si deve fare un po’ un accrocchio, installando la versione normale e poi avviando quella portable da una cartella diversa.
E per quanto riguarda la privacy?
Come già detto esistono le chat con crittografia end-to-end. Questo tipo di crittografia permette di non lasciare una traccia leggibile da terzi sui server Telegram.
Ricordate però sempre che pur essendo crittate sui server di telegram, se qualcuno ha accesso al telefono del vostro interlocutore o se lui fa screenshot delle chat, la crittografia e la sicurezza della conversazione vanno un po’ a farsi benedire, ecco.
Le chat di questo tipo permettono di inviare messaggi a tempo che quindi si autodistruggono un po’ come le missioni di Mission Impossible e soprattutto impediscono di fare un inoltra dei messaggi che ci si scambia.
Le chat crittate, che si chiamano “segrete” possono essere solo a 2 persone e non un gruppo.

Si può usare Telegram come repository di file, li sia carica nei messaggi salvati e non c’è alcun limite su quanti file, quanto grandi (sì, un limite c’è ma è tipo 1GB) e per quanto tempo si possono tenere sui loro server. Se li caricate con un hashtag o con una descrizione poi potete cercarli senza troppa difficoltà.

E per quanto riguarda la parte etica?
Qui le cose si fanno un po’ più complessi e in un qualche modo ci si deve fidare.
Abbiamo già parlato della sicurezza dei sistemi di messaggistica e di quali sono le caratteristiche alle quali si deve fare attenzione. Senza fare una competizione, queste sono alcune cose che Telegram dice di sé stessa e che alcuni studiosi di sicurezza e privacy hanno rilevato
Telegram resterà gratuita  senza pubblicità, il fondatore Pavel Duvrov, russo, ha messo i soldi necessari per tirare avanti la baracca e ce ne mette ancora.
L’origine di Telegram è, come si può capire dal suo fondatore, russa
Ci sono stati vari tentativi di estorcere a Telegram dati di persone che usano la piattaforma, l’azienda non ha mai ceduto
Ci sono stati anche vari tentativi di bloccarla in determinate nazioni, ma Telegram è sempre riuscita, con un bel po’ di tecnologia, di aggirare i blocchi.
Non è mai stata oggetto dimostrato di collaborazione con agenzie di intelligence nazionali

ne volete sapere di più? Fatevi un giro sul sito https://www.securemessagingapps.com/, ci sono un sacco di informazioni interessanti e si scopre che in ambito di sicurezza, bug a parte, il migliore resta sempre Signal

Ovviamente questa puntata non è fatta per denigrare altri sistemi di messaggistica, ma visto che il gruppo principale del podcast sta lì e che mi è arrivata più di una volta qualche richiesta di spiegazioni, la puntata su Telegram nasce proprio dal gruppo telegram, con una sorta di ricorsione.


I contatti
Vi ricordo, come sempre, che trovate tutte le informazioni e i contatti relativi a questo podcast sul sito https://pilloledib.it
C’è l’intero script della puntata da rileggere e i link utili in modo che possiate usufruirne in maniera comoda. 
Potete contattarmi in un sacco di modi diversi:
l’account twitter @pilloledibit
la mail pilloledibit@gmail.com
il gruppo telegram www.pilloledib.it/telegram    
il canale discord www.pilloledib.it/discord 
Il form sul sito

Rispondo a tutti e sono attivo nei due gruppi di discussione

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Ringrazio tantissimo chi sta partecipando, chi ha partecipato e chi parteciperà.

Si può ascoltare il podcast in live mentre lo sto registrando, normalmente la domenica sera alle 21:30, al termine della puntata chi c’è può fare domande e se lo so, rispondo.
La diretta è su Discord, su Spreaker, e nella home del sito.

Registro altri due podcast, Geekcookies e A Torino, se vi va potete fare un salto anche lì.

Il tip
Sabato prossimo 12 ottobre c’è un evento sul podcast, si chiama “Festival del podcasting” ed è a Milano, io non ci sarò e non ne ho parlato per un motivo molto semplice: il biglietto costa 47€
Trovo la cifra esageratamente alta. Se volete spendere così tanto, a mio parere, scegliete 4 podcast che vi piacciano, donate loro 10€ a testa e con il resto ci fate colazione per qualche giorno.
Sono soldi spesi meglio.
Non era un tip, ma visto che tutta la puntata è un enorme telegram tip, questa sezione la uso per una comunicazione di servizio e per portarvi un mio pensiero.

Bene è proprio tutto, non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento alla prossima puntata.

Ciao!