#146 – IFTTT

#146 – IFTTT

 
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Questo non è un episodio sponsorizzato.

IFTTT è una piattaforma che permette di usare una servizio in cloud come trigger per avviare un altro servizio in cloud, direi una specie di magia degli anni 2000.

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Ciao a tutti e bentornati all’ascolto di Pillole di Bit, questa è la puntata 146 e io sono, come sempre, Francesco.

Il mondo connesso che viviamo oggi è pieno di servizi che fanno cose, tante cose, molte, cose a volte, forse, troppe cose. Talmente tante che spesso non le riusciamo a gestire e ne veniamo risucchiati.
Molte di queste cose restituiscono risultati, altre invece vengono avviate in base ad alcuni eventi.
Scendo nel pratico.
NASA pubblica tutti i giorni una foto relativa allo spazio. Sono tutte foto bellissime.
Per poterle salvare devo ricordarmi di andare sul sito NASA tutti i giorni, vedere la foto del giorno e metterla sul mio PC, anzi, meglio sul mio Google Drive, così ho un mio archivio personale online, sempre cononsultabile.
Ma farlo tutti i giorni è una gran noia, e soprattutto non è che ho sempre la disponibilità di un PC tutti i giorni della mia vita. Magari vado in vacanza, oppure un giorno sto male o chissà cos’altro mi tiene lontano da un PC e dalla mia connessione.
Come posso fare?
Potrei fare uno script sul mio PC, ma se manca Internet o se il mio PC si spegne tutto questo va a pallino.
Soprattutto devo saperlo fare uno script che va a cercare una foto su un sito, capisce se è una foto nuova, se è valida e la copia in una cartella su google Drive autenticandosi prima, non è uno script per tutti, ecco.
Quindi?
Quindi ci va qualcosa che quando NASA pubblica una foto, la metta nella mia cartella di Google Drive.
Figo, vero?
In inglese si potrebbe dire una cosa del genere (non che sia grammaticalmente corretto)
IF NASA publishes a photo THEN save it in Google Drive.
Generalizzando, la frase potrebbe essere
IF THIS THEN THAT
Ok, lo traduco
Se questo, allora quello.
No, non si capisce molto ancora. Ci riprovo
Se succede questa cosa allora fai quest’altra.
Adesso immaginate una serie di servizi enorme che fornisce delle API, sia nella sezione THIS, che nella sezione THAT.
Se non sapete cosa sono le API, c’è una puntata pronta da ascoltare, la 132, il link sta dove sapete.
Torniamo all’esempio di prima.
Quando NASA pubblica una foto, tu, servizio, prendila e mettila nella mia cartella di Google Drive, al quale ti ho fornito preventivamente accesso.
Interessante, vero?
E come si fa questa cosa bellissima?
Si fa con un sito, gratuito, che si chiama proprio if this then that, al link ifttt.com, con 3 T alla fine, il link, anche se è mnemonico, lo trovate nelle note, così non ve lo perdete.
Ricapitoliamo. Scegliamo un servizio che genera un evento, in base a quell’evento scateniamo un’azione su un altro servizio.
Questa cosa è definibile come magia pura. E invece è, banalmente, un uso intelligente della tecnologia: far parlare tra di loro servizi diversi e lasciare alla fantasia delle persone cosa far fare loro. Anche se sono servizi acerrimi nemici. Sì, perché potete far parlare Google con Apple o cose simili.
Non vi faccio l’elenco dei servizi disponibili, che molti sono a me sconosciuti, per il resto sono talmente tanti che la puntata potrebbe durare ore ed ore.
Posso farvi alcuni esempi di connessioni interessanti però.
Manda un messaggio su telegram quando viene creato un file nuovo su Google Drive. Questo l’ho creato proprio ieri per controllare un backup che mi arriva in automatico in una specifica cartella di Google Drive.
Salva un nuovo contatto creato sul telefono in un documento Google Sheet. Questo ce l’ho attivo da anni sul telefono.
Salva i tweet con uno specifico hashtag in un file su Dropbox. Questo mi ha permesso di salvare tutti i tweet e le foto degli amici al mio matrimonio, con l’hashtag dedicato che, tra l’altro, quel giorno è andato in trending topic.
Insomma, potrei andare avanti per ore.
Ci sono integrazioni per Alexa, iOS, Android, Philips Hue, praticamente tutti i canali social, insomma, c’è da divertirsi.
Ma come funziona e come si mantiene un servizio di questo tipo?
A conti fatti è abbastanza semplice: i marchi e servizi che vogliono entrare a far parte del network pagano il servizio che gli utenti finali possono usare gratuitamente.
Per i servizi che sono all’interno del sistema la cosa è un vanto perché dimostrano apertura verso gli altri e soprattutto si fanno conoscere.
Quando andrete a sfogliare l’elenco dei servizi disponibili sicuramente a qualcuno vi iscriverete.
Alcuni servizi offrono solo trigger per avviarne altri, altri sono solo destinazioni di servizi avviati da terzi. I migliori sono quelli che hanno sia trigger di avvio che destinazione di questi trigger.
Se si vuole, si può approfittare del sistema per integrare la propria applicazione o servizio a una cifra annuale, se avete un progetto interessante, potrebbe essere un buon modo per lanciarlo nel mondo. Tantissima gente usa IFTTT.
E’ possibile anche attivare dei trigger a mano, con il widget del bottone che si può installare sul telefono, ad esempio premi il bottone e manda un messaggio con la posizione attuale, oppure registra data e ora nel calendario. O, come abbiamo visto, altre mille e mille cose.
Si può fare la stessa cosa anche con un widget dedicato alla fotocamera, quidni scatto e con la foto ci faccio anche il caffè, o quasi, dai.
Il tutto si può fare dal sito o, ancora meglio, e soprattutto subito, appena finita la puntata, direttamente dal telefono. 
Come si fa?
E’ di una semplicità sconvolgente: si sceglie il servizio origine, se non lo si è fatto lo si collega, si definisce e si parametrizza il trigger, poi si sceglie l’azione corrispondente, la si collega e il gioco è fatto.
Vi lascio ai soliti contatti e al tip, poi ditemi cosa vi siete inventati, che sono curioso!
Come me lo potete dire? ma è facilissimo! Trovate tutti i contatti appena dopo lo stacchetto
I contatti – 1
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Ringrazio tantissimo chi sta partecipando, chi ha partecipato e chi sta pensando di farlo.

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Il tip

Il tip di questa settimana è per videogiocatori attempati come me, più o meno sulla quarantina, oppure per i più giovani che vogliono dismettere per un attimo il pad e prendere in mano un mouse.
Ron Gilbert ha scritto un po’ di anni fa, alla fine degli anni 80, alcuni dei videogiochi più iconici della storia. Zack McCracken, Maniac Mansion, Monkey Island 1 e 2, Indiana Jones e l’ultima crociata.
Sono tutte avventure grafiche del genere punta e clicca che permettono la conclusione del gioco dopo la soluzione di innumerevoli enigmi, situazioni assurde e spesso molto divertenti. Niente fretta, niente ansia, quasi niente morti, quasi mai la scelta sbagliata porta a morire.
Bene, il bravo Ron nel 2017 ha realizzato, finanziato su Kickstarter, un gioco sullo stesso stile, compresa la grafica pixellosa e i dialoghi al limite dell’assurdo. Il gioco è disponibile per ogni piattaforma su ogni store e costa 20€.
Io l’ho preso su GOG perché è senza DRM ed è una cosa che apprezzo tantissimo. Attenti che GOG è un sito molto pericoloso, ma molto davvero, eh!
Fidatevi, ne vale davvero la pena.
Oh, dimenticavo il nome del gioco! Si chiama Thimbleweed Park (chissà se l’ho pronunciato correttamente…)

Bene è proprio tutto, non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento alla prossima puntata.

Ciao!