Il DAE salva vite, si può usare anche se non si è fatto un corso, ma di seve sapere dove ce n’è uno a portata. La sua tecnologia interna è interessante.
Hanno rubato account e canale Youtube di Andrea Galeazzi, il video dove spiega come lo hanno fatto è molto interessante.
La lettera di ACN per le aziende arriva fuori tempo massimo
Glossario: FDS

Per leggere lo script fai click su questo testo
Non so se ve ne siete accorti, ma ormai, per fortuna, in quasi ogni posto pubblico c’è un cartello che indica dove è possibile trovare un DAE, c’è sulle auto delle Forze dell’ordine, persino sui taxi.
La presenza pervasiva di questo dispositivo aiuta a salvare vite umane.
Avere molta gente che ha fatto il corso per usarlo al meglio, aiuta ancora di più, ma la cosa interessante è che questo dispositivo funziona anche se la persona che lo sta usando non ne ha mai visto uno.
Forse vi manca un’informazione di base: cos’è il DAE?
La sigla sta per Defibrillatore Automatico Esterno.
In Italia abbiamo solo quelli semiautomatici, ma la sigla non cambia.
Viene usato con paziente a terra, in caso di fibrillazione del cuore. Il dispositivo la rileva e scarica una botta di energia elettrica per cercare di resettarlo, detto in parole semplici. A volte il cuore riprende con il battito regolare e si salvano le vite.
Ehi, voi sostenitori che nel 2025 avete contribuito con 60€ o più, avete tempo solo fino a fine gennaio per scrivermi, poi la produzione dei gadget speciali verrà avviata e non potrò farne fare di più. Mi raccomando, questo è l’ultimo avviso.
Questa puntata è stata realizzata grazie alle indispensabili donazioni di generosi ascoltatori
Luca
Marco
Andrea
Marco
Francesco
Valentina
Edoardo
Gianluca
Ivan
Giorgio
Antonino
Per sapere come far parte di questo elenco e tutti i vantaggi che ne potete avere, c’è la sezione dedicata prima del tip.
Ricordatevi che con 3€ al mese potete avere accesso alle puntate mensili extra riservate ai sostenitori e che se donate in modo diverso da PayPal mi dovete scrivere perché non ho i vostri contatti.
Ogni puntata una parola o un acronimo tecnologico spiegati in modo semplice, così da poter comprendere meglio la tecnologia, anche se usa termini difficili.
L’acronimo di oggi è FDS, è direttamente in Italiano, ma vale anche in Inglese, e sta per Fottuto Data Sheet.
Diciamo che è un acronimo molto simile al RTFM, ma è più specifico.
Il DataSheet è quel documento che viene consegnato insieme a un dispositivo o a un componente per spiegarne in modo dettagliato tutti i parametri operativi.
Senza il DataSheet è impossibile usare un dispositivo o un componente. Ad esempio è indicato a quale tensione deve essere alimentato, quanto consuma, qual è il suo range di temperatura operativa per funzionare bene e decine e decine di altri parametri.
Senza il DataSheet non si devono usare dispositivi o componenti, mai.
Se avete una parola, un concetto, un acronimo troppo tecnico o che non capite, scrivetemi e lo metto in questa rubrica.
Oltre ad ascoltare il podcast ogni settimana potete interagire con me e con la community usando vari canali.
Trovate tutti i link nelle note di ogni episodio, il gruppo Slack, gli account Social e la mail, potete scegliere il canale che preferite per dirmi quello che volete.
Leggo tutti e se siete educati rispondo.
Qui parliamo di tecnologia e non di medicina, per questo parlo in modo molto veloce su cosa fa e come si usa un DAE.
In certe condizioni cliniche riferite ad una persona, tipicamente a terra, che non respira, il DAE può essere applicato in modo che possa valutare se una scarica elettrica di una certa entità può provare a salvare il paziente. La scarica è quella che viene data in ospedale, nei telefilm, quando sentite dire “libera!”
Per imparare come si usa è necessario un corso BLSD, Basic Life Support DAE, che può essere fatto anche se non si è volontari in ambulanza. Io l’ho fatto non molto tempo fa in azienda, per esempio e l’avevo fatto quando ero volontario in Croce Rossa e facevo servizi per il 118.
Il DAE è uno scatolotto con una batteria interna, un altoparlante, in alcuni casi un microfono che registra tutto quello che accade all’esterno, una memoria interna che memorizza tutto quello che succede come misurazioni e scariche, a disposizione di un medico o di un magistrato, se necessario, un pulsante di scarica, e le due piastre adesive che vanno incollate alla pelle del paziente.
Soffermiamoci un attimo sul pulsante.
Il defibrillatore automatico, raro da vedere in Italia, effettua la scarica da solo, senza che l’operatore debba fare niente, in questo caso il pulsante non c’è.
Il defibrillatore semi automatico ha un pulsante che deve essere premuto per avviare la scarica. La scarica avviene solo se le condizioni del paziente sono quelle giuste e solo se il pulsante è armato dai sistemi interni.
Non c’è pericolo che qualcuno passi e lo prema nel momento sbagliato e fulmini qualcuno.
Nel DAE ci sono essenzialmente due circuiti.
Il primo, in bassa tensione, è quello che gestisce l’evento, analizza il paziente, decide se la scarica serve o no, arma il pulsante, abilita la carica della parte in alta tensione.
Il secondo, in alta tensione, è quello che effettivamente invia la scarica elettrica.
Parliamo prima del circuito a bassa tensione.
Quando si applicano le piastre alla pelle del paziente, che deve essere asciutta e senza peli, il sistema misura la resistenza del corpo, che varia da persona a persona.
In base a questa misura sa che tensione applicare per far passare i circa 20A necessari alla scarica.
Per la legge di Ohm, se la resistenza del corpo è leggermente più alta, dovrà essere alzata la tensione per far passare la stessa corrente.
Le piastre funzionano anche da elettrodi per poter fare un elettrocardiogramma.
Fatto l’ECG il sistema legge il risultato e se identifica il tipo di fibrillazione su cui la scarica può essere efficace, allora attiva la possibilità di farla..
Ad esempio, se il cuore è completamente fermo la scarica non serve a niente.
Dopo un po’ di massaggio cardiaco, il DAE avvisa di fermarsi, se il paziente è fermo e non viene toccato da nessuno, analizza lo stato del cuore e se ci sono le condizioni giuste passa al circuito di alta tensione.
Qui funziona circa come un flash delle macchine fotografiche.
La batteria del DAE è in bassa tensione, quindi sotto i 48V. La scarica deve raggiungere una tensione di circa 1000-2000V. Ci sono dei circuiti che si chiamano convertitori DC-DC, riescono ad aumentare la tensione continua da quella della batteria a quella che serve per la scarica.
A questo punto serve scaricare una certa quantità di energia, che misuriamo in Joule, in pochissimo tempo, qualche millisecondo, sul corpo del paziente, in modo che lo attraversi e raggiunga il sistema che dà il ritmo al cuore.
Il DAE deve essere il grado di applicare una tensione tra 1000 e 2000V sul corpo del paziente, far passare circa 20A per un tempo tra i 5 e i 20 millisecondi.
L’energia scaricata su un paziente adulto è di circa 300J
Sui bambini molto meno, infatti anche le piastre sono più piccole.
La forma d’onda è bifasica, nel senso che prima viene erogata corrente in una direzione, subito dopo la direzione della corrente viene invertita, un po’ come se invertissimo la polarità sulle piastre.
E come avviene questa enorme scarica in così poco tempo, visto che abbiamo una semplice batteria?
Grazie ai condensatori.
I condensatori sono componenti che riescono ad accumulare una grande quantità di energia, tipo una grande batteria, e la rilasciano in modo, passatemi il termine, estremamente violento, come serve a noi per la scarica. Cosa che la batteria non riuscirebbe a fare.
Come vi dicevo prima, il flash delle macchine fotografiche di qualche tempo fa, per avere un istante così luminoso, dovevano caricare un condensatore, non so se vi ricordavate il fischio prima di poter scattare, ebbene era il condensatore che si stava caricando di energia da rilasciare.
Durante la scarica nessuno deve toccare il paziente, se no viene defibrillato anche lui.
E, se la defibrillazione su un cuore in fibrillazione può riattivare un ritmo normale, una scarica su un cuore con un ritmo normale, potrebbe fare l’opposto.
Dopo la scarica il sistema fa un altro elettrocardiogramma e, se il ritmo è tornato normale, avverte che non serve più il massaggio cardiaco, se invece non c’è ritmo normale, invita a riprendere il massaggio.
Nelle vostre giornate tipiche, sarete in genere sempre negli stessi posti, come ad esempio a scuola o in ufficio.
Provate a localizzare dov’è il DAE, se non c’è, chiedete se mancano solo i cartelli o se non lo hanno messo, chiedete che venga messo e di fare i corsi, è importante.
Produco, registro e pubblico questo podcast con passione da oltre 10 anni, e la vostra generosità è la spinta per continuare a farlo quasi ogni settimana. Ogni vostra donazione è importantissima e in cambio vi invierò i gadget ufficiali del podcast!
Ecco come potete fare
Potete contribuire tramite Satispay, SumUp, PayPal, bonifico o RevTAG se avete un conto Revolut. Ricordate di compilare il modulo per ricevere i gadget!
Con soli 3€ al mese, avrete accesso alle puntate extra dedicate ai sostenitori, se donate usando un modo diverso da paypal scrivetemi per avere il link alla puntata.
Fate i vostri acquisti su Amazon usando i link sponsorizzati che trovate sul sito, una piccola parte arriva al podcast./
Se cercate un gestore di connettività super affidabile, provate Ehiweb! Li consiglio vivamente: offrono di tutto (FTTH, FTTC, SIM, fibra aziendale, VoIP), hanno un supporto clienti eccezionale e tutti i loro dipendenti sono tutti a tempo indeterminato. Non tornerete più indietro! Sono davvero una bella azienda! Usate il link sponsorizzato sul sito oppure telefonate e dite che vi mando io.
Per l’Hosting del vostro sito, c’è ThirdEye, che ospita con grande professionalità il sito del podcast da anni. Una garanzia! I contatti sono sul sito.
Tutte queste informazioni le trovate anche al link pilloledib.it/sostienimi
Questo tip può valere come argomento di attualità, ma è breve, un consiglio per un video e resta in questa rubrica.
Qualche giorno fa qualcuno ha architettato un complesso attacco al noto youtuber Andrea Galeazzi e in un modo piuttosto interessante gli ha portato via la mail Google con la quale gestiva il suo canale youtube da un milione e mezzo di iscritti.
Il tema non è se vi piace o meno Andrea né se vi piace o meno l’argomento che tratta o come lo tratta.
Ma, qualsiasi cosa facciate nella vita, almeno se ascoltate questo podcast, avete una mail e avete uno o più account social.
Se siete in questo largo insieme di utenti dovreste guadare il video che Galeazzi ha realizzato con Paolo Dal Checco, esperto di sicurezza informatica e informatica forense, per spiegare per bene come è stato perpetrato l’attacco, che tecniche sono state usate e come si può fare per evitare di cascarci, anche se non si è esposti come uno youtuber da numeri così alti.
Guardatelo e fatelo vedere ad amici e parenti.
Vale come corso di sicurezza per affrontare la vita digitale, al pari di quanto vale un corso di guida sicura prima di mettersi al volante di un’auto.
Il 6 febbraio 2026 iniziano le olimpiadi di Milano-Cortina 2026, direi che non manca molto.
Molti amici mi dicono che hanno trovato nella PEC aziendale un comunicato di ACN, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, indirizzata all’amministrazione che avverte dell’evento imminente e ricorda che è necessario alzare il livello di guardia per gli attacchi cibernetici.
Prima cosa: se mandi un comunicato tecnico lo mandi all’ufficio di competenza, che sia l’ufficio IT, o Sistemi informativi, per le aziende che odiano l’inglese o al CED, per le aziende con nomenclatura anziana.
Poi, visto che elenchi tutte procedure sacrosante di sicurezza, ma che se le aziende non hanno attuato ad oggi, come aggiornamento dei sistemi, verifica dei servizi esposti, irrobustimento dei firewall, verifica dei backup, aggiornamento dei piani di risposta agli incidenti, sicuramente non le potranno attuare in due settimane.
Loro dovrebbero essere gli esperti in sicurezza informatica e dovrebbero sapere che per certe attività in Italia, soprattutto nel settore IT e soprattutto nel reparto sicurezza, ci deve essere la volontà della direzione, deve essere stanziato un budget a inizio anno, devono essere valutate tutte le soluzioni, devono essere fatti i test e così via.
Tutto questo per dire che non puoi svegliarti 10 giorni prima e ricordare che si devono fare lavori per i quali di solito ci vanno da 3 a 9 mesi.
Una comunicazione così, mandata a pioggia, all’ufficio sbagliato, con un linguaggio esageratamente forbito e in ritardo, rispetto alla quantità di attività che si consiglia di fare, denota davvero scarsa attenzione ed è di fatto completamente inutile.
Vi lascio la comunicazione tra le note dell’episodio.
Questa puntata di Pillole di Bit è giunta al termine, vi ricordo che se ne può discutere nel gruppo Slack e che tutti i link e i riferimenti li trovate sull’app di ascolto podcast o sul sito, non serve prendere appunti.
Io sono Francesco e vi do appuntamento a lunedì prossimo per una nuova puntata del podcast che, se siete iscritti al feed o con una qualunque app di ascolto vi arriva automagicamente.
Grazie per avermi ascoltato
Ciao!
Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme:
– Slack (se il tuo account è stato bloccato perché non hai compilato il form, compilalo e lo sblocco)
– BlueSky
– Mastodon personale
– Mastodon del podcast
– la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio)
Rispondo sempre (se siete educati)
Dal 2026 Pillole di Bit è anche una Newsletter settimanale con gli argomenti del podcast. (esce il martedì)
Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione!
Con una donazione diretta:
– Singola con Satispay
– Singola con SumUp
– Singola con RevTAG @cesco78 (se avete Revolut)
– Singola o ricorrente con Paypal
Usando i link sponsorizzati
– Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello)
– Attivando uno dei servizi di Ehiweb
Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget!
Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia