Con Windows 10 fuori supporto è necessario pensare a come dismettere o cedere i vecchi PC. È bene prima cancellare i dati in modo sicuro, poi si possono donare ad enti con poco sforzo, amministrativo e contabile.
Da oggi c’è la nuova newsletter di Pillole di Bit, da inviare a chi non ama i podcast, gli stessi contenuti delle puntate audio, ma da leggere: pilloledibit.substack.com
Glossario: FAQ
- ShredOS
- sdelete
- Rufus o Balena Etcher
- Linux Mint
- Zorin OS
- Chrome OS Flex
- Riferimento normativo per cedere i PC
Per leggere lo script fai click su questo testo
Siamo quasi a 400 puntate, questa puntata sarebbe dovuta essere su un argomento e, come faccio di solito, penso a cosa parlare, butto giù un’introduzione, un po’ di punti da toccare e poi vado a cercare la documentazione.
Ebbene, nelle ricerche di google è comparsa una vecchia puntata di questo podcast dove ne avevo già parlato.
Così, un po’ irritato, ho cancellato tutto e ho scritto una nuova puntata con un nuovo argomento.
Per fortuna ho una serie di argomenti che penso in anticipo.
Il problema di buona parte del mondo è che a ottobre dello scorso anno Microsoft ha abbandonato Windows 10, quello che sarebbe dovuto essere l’ultimo e definitivo sistema operativo, uscito a luglio 2015.
Sono passati oltre 10 anni.
Bene, raccogliete la mascella.
Cosa succede quando un sistema non è più aggiornabile?
Che si deve passare al successivo.
E se il PC non lo supporta?
Si deve cambiare PC.
E del PC vecchio, che si fa?
Vi consiglio di non saltare il capitolo dei sostenitori, ci sono delle cose extra, oltre la consueta lista.
Questa puntata è stata realizzata grazie alle indispensabili donazioni di generosi ascoltatori, recupero la pausa natalizia, la lista è più lunga del solito
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Per sapere come far parte di questo elenco e tutti i vantaggi che ne potete avere, c’è la sezione dedicata prima del tip.
Questa è la prima puntata dell’anno e in quanto tale è la puntata dove vi ricordo che chi ha sostenuto il podcast per tutto il 2025 con un abbonamento di almeno 5€ al mese, ha diritto al gadget di sostenitore.
In questo caso, vado a recuperare gli abbonamenti di paypal e, se non ci sono gli indirizzi, vi scrivo.
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Io ho ovviamente i dati delle transazioni, faccio una pivot e tiro fuori le informazioni, ma se non avete usato paypal o non mi avete mai scritto, non ho un vostro contatto. Quindi faccio un appello che ripeterò per tutto gennaio.
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E se pensate che questo podcast vi faccia compagnia e vi insegni cose al punto tale che potreste diventare sostenitori, gennaio è il momento perfetto per iniziare un abbonamento o pensare ad una super donazione che valga tutto l’anno 2026.
Grazie! Senza di voi e senza tutti coloro che sostengono economicamente questo podcast, io non sarei qui tutte le settimane.
Se vi interessa, visto che ho iniziato a fare un conto serio dal 2024, ho due numeri interessanti da darvi.
Rispetto al 2024, nel 2025 gli ascolti sono calati del 30% circa.
Ma le donazioni sono aumentate del 10%.
Grazie a chi è rimasto e ha contribuito di più.
Vediamo se nell’anno riesco a recuperare un po’ di ascolti.
Se volete condividere il podcast, la cosa è bene accetta.
C’è anche un nuovo modo, ma ve lo dico più tardi nella puntata.
Nel dizionario facile di oggi ecco l’acronimo FAQ, che non è l’abbreviazione di una nota parolaccia inglese, ma è un acronimo di 3 lettere F A Q, che sta per Frequently Asked Questions.
Si può tradurre con Domande poste spesso.
Solitamente è una sezione, dopo articoli o documentazione, che raccoglie le domande che le persone solitamente potrebbero porre per chiedere chiarimento. Ci sono le domande con le relative risposte, in modo da minimizzare le richieste di chiarimento per quell’articolo o guida.
Se avete una parola o un acronimo difficile o sconosciuto, scrivetemi, così che lo possa mettere in questa rubrica.
Oltre ad ascoltare il podcast ogni settimana potete interagire con me e con la community usando vari canali.
Trovate tutti i link nelle note di ogni episodio, il gruppo Slack, gli account Bluesky e Mastodon e la mail, potete scegliere il canale che preferite per dirmi quello che volete.
Leggo tutti e se siete educati rispondo.
La cosa più importante di tutte è ricordare che se un sistema operativo va in end of support, non deve essere più usato. Un po’ come quando si apre uno yogurt e si vede la muffa.
Nel sistema operativo la muffa non c’è, ma è come se ci fosse. Si chiude il barattolo e lo si butta via.
Perché?
Perché un sistema operativo non aggiornato è pericoloso. Nel caso in cui dovessero essere scoperte delle vulnerabilità di sicurezza, queste non saranno corrette dal produttore, resteranno aperte e il sistema diventerà pericoloso da usare.
E non è una cosa che potrebbe capitare, ma una cosa che capiterà senza ombra di dubbio.
Vale per ogni sistema operativo, Windows, Linux, MacOS, Android, iOS e anche tutti quelli minori.
Se sono abbandonati, non vanno più usati.
A casa o in azienda.
In questa puntata tralascio tutti i computer attaccati a dispositivi industriali usati come controller che è impossibile aggiornare, in questi casi le strade da percorrere sono diverse e non sono tema di questa puntata.
La regola facile dice che si prende il nuovo sistema e si aggiorna.
Ma non sempre questa strada è percorribile, solitamente perché il nuovo sistema operativo non supporta il vecchio hardware e non permette di essere installato.
In questo caso, purtroppo, è necessario comprare un nuovo dispositivo e smaltire il vecchio.
A casa si possono tentare accrocchi, con il rischio che qualcosa vada storto o che all’aggiornamento successivo tutto si rompa, ma in ambito professionale non è una cosa accettabile. Perdere ore o giorni di produttività a causa di una cosa non supportata fa perdere soldi e non va bene.
In questa puntata metto il focus sul passaggio da Windows 10 a 11, ma vale la stessa cosa per i Mac che non sono più supportati, a quando esce questa puntata sono quelli che possono avere su al massimo Ventura o MacOS 13, se lo volete chiamare con i numeri, come ad esempio I Macbook Pro, gli Air e i Mac Mini usciti fino al 2017.
Per MacOS potete tenere un computer con il sistema vecchio fino a 3 anni, per dirla semplice.
Detto questo, spesi i soldi per un computer nuovo, cosa si fa di quello vecchio?
Le possibilità non sono tantissime, in ogni caso è bene, prima di ogni cosa, procedere alla cancellazione sicura dei dati presenti all’interno dei computer.
A questa cosa non ci pensa mai nessuno.
Poi si scopre che si cedono computer contenenti segreti industriali, dati personali di clienti o fornitori o, peggio dati sensibili o sanitari.
In questi casi, la legge prevede che, una volta scoperto il misfatto, vada segnalato al Garante Privacy il data breach.
Dopo aver scritto tutte le casistiche mi sono accorto di essere stato un po’ prolisso.
Non spaventatevi, al fondo delle descrizioni dettagliate vi fornisco uno schemino facile.
Come ci si assicura che i dati siano cancellati per bene?
Ovviamente dopo averli cancellati in modo logico dal disco.
Alcune informazioni di base.
Cancellare i dati mettendoli nel cestino e poi svuotare il cestino non vuol dire che siano ben cancellati, si possono recuperare facilmente.
Reinstallare il sistema operativo non vuol dire che i dati siano ben cancellati, con un po’ di lavoro in più rispetto allo svuotamento del cestino, possono essere recuperati.
Recuperare i dati da un disco a piattelli è immensamente più facile che recuperarli da un SSD, quest’ultimo ha un suo sistema di pulizia delle celle cancellate, che devono essere impostate a zero prima di poter essere riscritte.
Se avete un disco crittografato, una volta reinstallato il sistema, il recupero dovrebbe anche andare a cercare la vecchia chiave di crittografia, cosa quasi impossibile, in questo caso la cancellazione sicura avviene per definizione.
Ecco come ci si assicura che nessuno entri in possesso dei nostri dati.
Mettetevi comodi.
Il primo modo prevede la distruzione fisica del disco.
Aprite il computer, estraete il disco, lo portate in un posto sicuro, non in salotto, e lo fate a pezzetti.
Se un disco meccanico, messe le protezioni per mani ed occhi, lo chiudete in una morsa e fate 3 o 4 fori passanti con un trapano e una bella punta da ferro da 12mm lungo la superficie dei piattelli, la parte intorno a dove si vede il centro di rotazione.
Attenzione che si fanno un sacco di pezzetti taglienti.
Se invece è un SSD, lo aprite e con una pinza o con una tenaglia, sempre dotati di protezione a mani ed occhi, spaccate tutti i chip di memoria.
A questo punto tutti i pezzetti vanno portati al RAEE.
I signori del RAEE li distruggono, ma sono dispositivi che potrebbero contenere vostri dati che non sono più sotto il vostro controllo, meglio esagerare con la sicurezza.
Questa cosa prevede che, se dovete regalare il computer a qualcuno, il disco venga riacquistato.
Se lo dovete vendere potete venderlo senza dico, ma a un prezzo inferiore.
Se invece volete essere meno drastici si lavora via software.
Se avete il sistema operativo su un disco crittografato, tipo con bitlocker, basta installare il nuovo sistema operativo.
Ma datemi retta, se il PC è molto vecchio, togliete il disco a piattelli, distruggetelo e mettete o fate mettere un SSD economico nuovo.
Se invece il disco non è crittografato, male, molto male, dovete fare la cancellazione sicura dei dati, cosa lunga e tediosa.
Come si fa?
La via facile è prendere il disco, collegarlo con un adattatore USB a un PC con Windows, installare sdelete di sysinternals e procedere, dopo averlo formattato, con una cancellazione a 4 o 5 passaggi, se e un SSD, basta un solo passaggio.
In alternativa scaricate ShredOS, lo masterizzate su una chiavetta avviabile e da questo, su un PC non ARM, cancellate tutti i dischi dentro a un computer.
Dopo il discorso lungo e tedioso, ecco il riassunto veloce.
Se avete un PC da dare via e questo ha un disco a piattelli, distruggete il disco e mettete un SSD. Finito.
Se il disco è già SSD, se il sistema era crittografato basta reinstallare il nuovo sistema, se non lo era, lo collegate a un PC con un adattatore USB e lo cancellate con sdelete o fate partire il PC con ShredOS e lo cancellate con quello. Basta una sola passata.
A questo punto potete installare il nuovo sistema operativo.
Oppure lo potete vendere o regalare vuoto.
Che sistema si può installare?
Ovviamente una distribuzione Linux qualsiasi, vi consiglio di provare Mint o Zorin.
O, in alternativa, potete mettere Chrome OS Flex, per trasformarlo in un Chromebook o in un Chrome desktop.
Questo a seconda delle vostre necessità.
Chiedete al destinatario, magari provateli prima, giusto per capire cosa state regalando.
Resta la parte burocratica, se dovete donare un PC da azienda o da P IVA.
Quando sono stato al Linux Day a Pordenone mi hanno detto che grazie al Decreto del 25/05/2001 n. 264, vi lascio i riferimenti nelle note, è sufficiente una bolla di consegna del bene, senza nessun movimento contabile, a patto che le macchine donate siano già ammortate.
Parlate con il vostro commercialista.
Nota di difesa personale, chiarite bene che la macchina è regalata e basta e che nessun supporto tecnico è dovuto, a meno che non abbiate molto tempo libero, a chiunque stiate facendo il dono.
Vi ricordo che le regole della pulizia fatta per bene valgono anche se il computer che avete è ancora in buone condizioni e lo dovete vendere.
Un backup, cancellate tutto per bene, ripristino sistema operativo come da fabbrica. Se il sistema prevede che ci sia un controllo sul furto o smarrimento, va disattivato e il dispositivo va disconnesso dal vostro account.
Ogni produttore ha il suo modo.
Ho letto e sentito troppe volte di computer acquistati di seconda mano con intere vite di altri, che siano persone o aziende, al loro interno.
Produco, registro e pubblico questo podcast con passione da oltre 10 anni, e la vostra generosità è la spinta per continuare a farlo quasi ogni settimana. Ogni vostra donazione è importantissima e in cambio vi invierò i gadget ufficiali del podcast!
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Molte puntate fa vi avevo consigliato un podcast molto lontano dalla tecnologia, ma sulla storia.
In questo podcast, uno storico molto famoso, il professor Barbero, rispondeva alle domande che tutti potevano mandare in redazione.
Però, come tutti sappiamo, il tempo è tiranno e non si poteva sperare che il professore potesse fare il podcast per sempre. Per questo motivo “Chiedilo a Barbero” ha interrotto le pubblicazioni.
Le ha poi riprese qualche mese dopo con un nome diverso, adesso si chiama “Chiedilo alla Storia”, ha sempre lo stesso conduttore Davide Savelli, riceve sempre domande dal pubblico e a rispondere sono storici sempre diversi, non come i prof Barbero, alcuni spiccano per il livello molto alto, altri li ho trovati parecchio noiosi. Tra di loro, ogni tanto ritorna anche il professor Barbero.
Vi lascio la curiosità di scoprire in che puntata è tornato, in quanto l’argomento è stato davvero molto interessante e divertente.
Sfrutto il capitolo lasciato vuoto dall’attualità per informarvi di una novità di questo 2026, probabilmente la prima di alcune che arriveranno nel tempo.
Devo adattare la produzione del podcast alla mia vita e alla mia stanchezza, questo, per il momento non prevede che io cessi o diminuisca la produzione di puntate, ma vorrei variare i canali, per questo motivo e per raggiungere anche chi non ascolta la parte audio, Pillole di Bit è anche una newsletter.
A seconda di come riesco, ma tendenzialmente il martedì dopo la pubblicazione della puntata, uscirà la newsletter con lo script adattato per essere letto in una casella di posta o sul telefono.
Per me non è un lavoro esagerato, lo script l’ho già realizzato e così amplio un po’ la platea.
L’obiettivo è aumentare la platea e rendere Pillole di Bit un prodotto per me più soddisfacente con numeri in crescita, invertendo la tendenza del 2025, vediamo se funziona.
Se vi volete iscrivere o se volete mandarlo a quell’amico che vi ha sempre detto “eh, ma io non sono molto da podcast”, il link è pilloledibit.substack.com, ma lo trovate come sempre, nelle note della puntata.
Cambierà qualcosa anche a livello Social Network, con calma
Questa puntata di Pillole di Bit è giunta al termine, vi ricordo che se ne può discutere nel gruppo Slack e che tutti i link e i riferimenti li trovate sull’app di ascolto podcast o sul sito, non serve prendere appunti.
Io sono Francesco e vi do appuntamento a lunedì prossimo per una nuova puntata del podcast che, se siete iscritti al feed o con una qualunque app di ascolto vi arriva automagicamente.
Grazie per avermi ascoltato
Ciao!
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